Perché qualcuno ce la fa, e qualcun altro no

Quando penso al trauma, penso al fatto che gli ho dedicato gran parte della mia vita.
L’ho studiato, analizzato, vissuto.
L’ho visto attraversare e distruggere famiglie intere, e ho visto persone riuscire ad attraversarlo.
Ho visto corpi crollare, stremati.
E altri ribellarsi.

Come si fa a superarlo?
Ancora non l’ho capito del tutto.
E non ho capito fino in fondo perché alcune persone riescono ad andare avanti, mentre altre collassano.

Il problema del trauma è che inizia sempre con qualcosa che ci è stato fatto, o che ci è accaduto. Ma poi non finisce lì.

Perché il cervello cambia.
E anche quando l’evento è passato, il corpo continua a reagire come se il pericolo fosse ancora presente.

Allora la vera domanda non è solo come “superare” il trauma.
È questa:
come si fa a tornare a sentirsi al sicuro nel corpo?
Come si fa a sapere, davvero, che il trauma è finito?

Forse il trauma non si supera.
Forse si attraversa più volte.

E a un certo punto il corpo smette di stringere i pugni.
Non perché ha dimenticato, ma perché ha capito che il pericolo non è più qui.

La resilienza non è resistere.
È permettersi, finalmente, di abbassare la guardia.

Una risposta

  1. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    Credo fortemente che i traumi si attraversino, ma non ci abbandonino mai.

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